Attaccamento Evitante e Ansioso nelle Relazioni: Comprendere Distanza Emotiva e Dipendenza nelle Coppie

“Riprogrammare sé stessi dal pensiero che “tutti sono orribili” ad uno in cui “tutti sono amabili può fare una grandissima differenza nella nostra vita” (Philippa Perry (2023).

Questo articolo viene pubblicato per offrire una visione alternativa e supportiva della relazione sentimentale tra partner con tendenza all’evitamento affettivo e intimo e partner con uno stile relazionale ansioso-insicuro e preoccupato. Il nostro senso di Sé, tratti della personalità e stile relazionale si sviluppano attraverso l’esperienza di crescita con i nostri genitori o carers ed il modo in cui essi hanno risposto ai nostri bisogni sin dalla nascita. Inizieremo con la comprensione dei vari stili di attaccamento secondo la teoria dello psichiatra e psicoanalista Johan  Bowlby (1907-1990)  e come una più consapevole conoscenza del proprio stile relazionale possa favorire una vita di coppia più matura ed autentica o la costruzione di un una base solida per un futuro rapporto. Questo articolo si concluderà con alcuni suggerimenti per superare difficoltà relazionali tra le parti sopra indicate.

Gli stili di attaccamento relazionale

Attaccamento Sicuro

Le persone che crescono in un ambiente famigliare che li ha fatti sentire amati e protetti e nel quale i loro bisogni sono pienamente incontrati svilupperanno una naturale visione positiva di sé stessi ed un senso di serena fiducia negli altri e nel mondo che li circonda. Saranno in grado di formare relazioni interpersonali e sentimentali sane e ricche di intimità e di capacità di risolvere conflitti attraverso una comunicazione autentica ed efficace. Una madre attenta, empatica e sintonizzata sui bisogni del proprio figlio sarà in grado di trasmettere senso di sicurezza delle proprie capacità personali e relazionali non solo favorendo lo sviluppo di autostima, ma anche la capacità di resilienza di fronte alle difficoltà della vita e di condivisione delle proprie emozioni secondo quello che Bowlby (1981) definisce uno stile di attaccamento sicuro. Tali persone generalmente tenderanno ad entrare in relazione con persone con stile di attaccamento simile. E’ anche possibile che possano essere attratte da persone con stili relazionali meno sicuri o più distaccati quali quello evitante dove mostreranno comunque buone capacità di gestire le complessità relazionali mantenendo dei sani confini che li farà abbondonare la relazione nei casi di tossicità.

Attaccamento insicuro-ansioso

Purtroppo, situazioni familiari supportive ed empatiche non sono sempre la norma. Nel caso di bambini cresciuti con genitori volatili ed instabili, la cui modalità relazionale era quindi di tipo affettivo discontinuo, incapaci di vedere ed incontrare i loro bisogni emozionali e le loro vulnerabilità, questi si troveranno da adulti a vivere uno stile di attaccamento insicuro ansioso. Questa modalità affettiva sarà caratterizzata da un intenso desiderio di sviluppare relazioni affettive intime, ma presenterà anche un profondo senso di insicurezza relazionale, che cercheranno di compensare chiedendo continue rassicurazioni ed approvazioni al partner. Limiteranno i propri bisogni affettivi per incontrare a tutti costi quelli del partner il quale verrà idealizzato nella speranza che le mancanze relazionali vengano colmate. La persona con questo stile di attaccamento è molto attenta, amorevole, empatica e ricettiva delle esigenze del partner anche alla luce di una paura estrema di essere abbandonata.

La sessualità è vissuta come forma principale di connessione affettiva e diventa una necessità ineluttabile per sentirsi validato e riscattare le privazioni dell’infanzia.  Infatti, queste persone vedono sé stesse come non degne di affetto e saranno tendenzialmente più preoccupate,  insicure e bisognose nei rapporti affettivi mostrando una naturale propensione al bisogno. All’estremo di questa propensione vi è uno spiccato senso di sacrificio del sé e dei propri desideri a favore dello stile di attaccamento di un partner spesso con tendenze opposte ovvero evitante anaffettivo.

Attaccamento Evitante

Mentre le situazioni famigliari dell’insicuro ansioso presentano, anche se in maniera discontinua, una presenza affettiva fluttuante durante l’infanzia che fa loro desiderare comunque di costruire una relazione, nel caso di bambini privati del tutto di un ambiente genitoriale affettivo e validante essi svilupperanno un attaccamento di tipo evitante che da adulti si caratterizzerà con una spiccata indipendenza e bisogno di libertà, un marcato distacco relazionale e una forte resistenza a formare relazioni intime e sane.

Apparentemente sembrano persone molto sicure di sé, pienamente realizzate nell’ambiente di lavoro e totalmente indipendenti, ma tale facciata nasconde in realità un disperato bisogno sia di validazione del mondo esterno per controbilanciare una assenza di validazione relazionale nell’infanzia, sia il terrore dell’abbandono che si esprime attraverso l’evitamento di qualsiasi forma di investimento relazionale a lungo termine. La paura del giudizio del mondo esterno li porta a chiudersi in un mondo protetto e ad evitare i contatti sociali non necessari che comporterebbero una certa dipendenza dagli altri. Diventano quasi irraggiungibili creando così le condizioni ideali di evitamento delle relazioni sociali ed affettive che comporterebbero una certa dipendenza dagli altri. Nel caso di persona evitante con tratti narcisistici questa costruirà una solida torre identitaria sulla base della sua irraggiungibilità, successo e rivendicato “diritto” di essere amata e desiderata diventando così un “vampiro energetico” del partner a cui non darà mai nulla in ritorno.

Portare una maschera di perfezione che nasconda le loro vulnerabilità li assicura e protegge dalla paura dell’abbandono. Fuggiranno dall’ansia di amare e di essere abbandonati spesso lasciando per primi il partner quando questi chiederà una maggiore connessione ed intimità visto che vivono la vicinanza con il partner come una privazione della propria libertà e del senso del Sé. Eviteranno qualsiasi tipo di programmazione che sia volta alla costruzione di un futuro con esso. Manifesteranno difficoltà a rassicurare, abbracciare e baciare vivendo una sessualità distaccata se non a volte violenta che, in casi estremi, porterà alla svalutazione e critica del proprio partner, che spesso vivono come opprimente e bisognoso, e a continui tradimenti quale strumento di evitamento dell’intimità. La loro attenzione è spesso concentrata solo sugli aspetti negativi dell’altro dimenticando di valorizzare quelli positivi e invece che affrontare la costruzione di un rapporto attraverso la condivisione delle proprie vulnerabilità essi si concentreranno sulla ricerca continua di un partner migliore e perfetto.

L’incontro tra stile di attaccamento evitante ed ansioso e sfide relazionali.

L’unione dello stile relazionale di attaccamento ansioso con quello evitante rappresenta la complementarietà relazionale quasi perfetta in quanto due stili di attaccamento relazionali  estremi ed opposti che si attraggono. Questa unione, qualora la potenziale tossicità non venga resa conscia, porterà inevitabilmente ad un vero e proprio ciclo di continue lotte disfunzionali dove l’ansioso cercherà di fare il possibile per fare funzionare la relazione chiedendo al partner continue rassicurazioni, prossimità e sicurezza mentre l’evitante rivendicherà spazio, libertà ed indipendenza usando strategie di controllo attraverso l’ evitamento, distacco e allontanamento per mantenere una distanza emotiva.

Questo porterà inevitabilmente le parti a livelli di esasperazione e sconforto ed a vivere il rapporto in un contesto di grande stress e tensione soprattutto dalla parte del partner ansioso che vive maggiori sofferenze in quanto altamente connesso con la propria vulnerabilità e le proprie e emozioni. Tali lotte spesso si risolvono in conflitti e separazioni dolorose, considerate le ferite che entrambe le parti portano con sé dalla loro infanzia il cui punto comune è   la paura dell’abbandono. Questo sarà ancora più marcata nel caso in cui il partner evitante abbia anche una presentazione di tipo narcisistico in cui il focus è solo sui propri bisogni e non quelli del partner che non rimarranno solo non visti, ma anzi rigettati.

Il partner con stile di attaccamento ansioso si troverà prima o poi a vivere una grandissima sofferenza visto che il partner evitante non sembra essere in grado di incontrare i suoi bisogni emozionali. Si ritroverà così a vivere una forte preoccupazione di non essere adeguato e a sviluppare ansia da separazione che potrebbe condurre ad una vera e propria dipendenza relazionale. In questi casi la persona con attaccamento di tipo ansioso si focalizzerà totalmente sull’illusione che il partner evitante cambierà per venirgli incontro. In poche parole, continuerà ad idealizzare il partner e la fantasia su un possibile lieto fine della relazione. In virtù del forte spirito di sacrifico che presenta il partner ansioso insicuro egli farà del suo meglio per soccorrere il partner evitante da questa distanza emozionale per poi ritrovarsi a perdere sé stesso e la propria autostima.

Per lui il partner evitante diventerà un qualcuno di molto  attraente perché considerato meraviglioso-ideale ed irraggiungibile. Il potere erotico e romantico dell’irraggiungibile prende piede su quello del disponibile, empatico e presenta a quest’ultimo un modello relazionale alieno visto che conosce solo quello della privazione.

Il partner evitante vivrà il dilemma di come restare nel rapporto che fondamentalmente desidera, ma che non è in grado di sostenere e costruire. Vista l’esperienza di abbandono totale nell’infanzia esso vivrà una costante paura ed ansia relazionale che gestirà controllandolo con diverse strategie di evitamento ed allontanamento del proprio partner ed eventuale fuga dal rapporto cosi che non sarà mai lui ad essere abbandonato. La profezia dell’abbandono definisce il suo modus operandi relazionale.

Quanto sopra si sposa perfettamente con l’eccessiva necessità dell’ansioso di riempiere i vuoti relazionali che l’evitante non è in grado di colmare. Anziché collaborare con il proprio partner per affrontare e risolvere le difficoltà che inevitabilmente seguiranno la fase iniziale di conoscimento e di entusiasmo getteranno la spugna alle prime difficoltà in quanto non hanno sviluppato sufficienti capacità di gestirle ed affrontarle insieme, visto l’elevato sviluppo di indipendenza a cui si sono conformati. Saranno inevitabilmente convinti che i problemi non sono loro, ma del partner che è sbagliato e non giusto per loro concludendo che sarà meglio lasciare perdere e scappare invece che vedere nel problema un’opportunità di crescita del rapporto e rafforzamento dell’affetto reciproco. A causa della sua incapacità di empatizzare col partner ansioso non riuscirà a comprendere l’impatto delle sue azioni e delle sofferenze causate rendendolo crudele agli occhi del partner ansioso.

Le stesse problematiche sopra citate non si attuerebbero nel caso di un partner con attaccamento sicuro il quale sarebbe in grado di comprendere la situazione e prendere le misure necessarie per allontanarsi o dare feedback al partner evitante affinché’ cerchi di interrompere e correggere certi comportamenti, offrendo quindi uno spazio di confronto e riflessione.

Se nessuno di noi può scegliere il proprio stile di attaccamento poiché’ questo si definisce durante la fase di sviluppo ed in risposta all’esigenza di sopravvivere nei più disparati contesti relazionali dell’infanzia questi stili relazionali non ci devono tenere prigionieri a vita. Questo partendo innanzitutto dal presupposto che non c’è assolutamente nulla di patologico nei due stili di attaccamento sopra analizzati, infatti sulla base della mia esperienza clinica e in opposizione alla tipica patologizzazione dello stile di attaccamento evitante che spesso trova spazio su diversi blog e riviste, è possibile interrompere il ciclo distruttivo relazionale attraverso un percorso di psicoterapia individuale e-o di coppia.

Possono funzionare le relazioni tra evitanti e ansiosi?

Se da un lato le persone evitanti ed ansiose desiderano avere una relazione sentimentale sana e soddisfacente dall’altro non sanno davvero come crearla e gestirla in maniera autonoma e per questo è assolutamente fondamentale intraprendere un percorso di supporto psicologico-psicoterapeutico individuale e-o di coppia.  Questo permetterà la maturazione di una maggiore consapevolezza del proprio stile di attaccamento per affrontare un percorso di profondo cambiamento e trasformazione individuale e di coppia. A questo percorso si devono integrare il feedback reciproco dei partner, degli amici-famiglia ed un costante lavoro introspettivo, meditazione e approfondimento con letture sull’argomento.

È vitale che il partner evitante comprenda ed accetti l’impatto che il suo continuo evitamento relazionale ha sul proprio partner, indipendentemente che questo sia ansioso o sicuro. Sensibilizzarsi all’empatia e compassione verso il partner è davvero fondamentale per affrontare un cambiamento con sé stessi e nella relazione. È fondamentale essere consapevoli che la persona perfetta che li può riscattare dalla paura dell’abbandono non esiste e che ci dovrà essere quello che spesso considereranno un faticoso e intollerabile lavoro su sé stessi e sulla coppia senza farsi prendere dal panico e la probabile tentazione di allontanarsi rifugiandosi nel proprio mondo o loro   dipendenze quali lavoro, sesso, ricerca di un partner migliore.

È fondamentale essere consapevoli che la persona perfetta che li può riscattare dalla paura dell’abbandono non esiste e che la soluzione non è scappare, ma restare e costruire. Anziché sentirsi rinchiusi in una gabbia dalla quale non potranno più uscire dovranno arrivare alla matura consapevolezza che invece in un rapporto possono sentirsi liberi di essere sé stessi ed esprimere i propri bisogni ed emozioni accettando il bisogno di essere “dipendenti” dall’altro per superare le deprivazioni vissute nell’infanzia. In poche parole, devono imparare a diventare i genitori di sé stessi.

Il partner ansioso dovrà anch’esso prendere consapevolezza di come la sua ansia relazionale colluda con il distacco-indisponibilità emotiva del partner evitante.  È importante che il partner ansioso rifletta su come un’intimità problematica con una figura distante-evitante sia comunque più rassicurante che affrontare le proprie paure di intimità reale nel presente con un partner validante.  La soluzione non è correre in un luogo immaginario idealizzato, ma allenarsi a sentirsi a proprio agio con sé stessi senza rinunciare ai propri bisogni. Dovranno essere consapevoli che se non sono mai stati in grado di farcela a conquistare l’amore dei loro genitori,  l’amore non deve rappresentare una missione faticosa e sofferente in base alla quale scegliere di riscattare le privazioni dell’infanzia con un partner evitante. Non sarà mai la conquista del partner evitante a ricucire le loro ferite!

Detto quanto sopra occorre essere consapevoli che molto probabilmente sarà il partner ansioso ad attivare questo percorso di cambiamento facendosi carico degli ostacoli relazionali e rendendo la controparte consapevole dei futuri cambiamenti da attuare. I partner ansiosi insicuri però non devono dimenticare che è fondamentale rimanere connessi con le proprie emozioni e bisogni assicurandosi che ci siano i reali presupposti per affrontare un percorso di cambiamento insieme possibilmente con il supporto e la guida di un terapeuta.  Occorre consapevolezza che questo percorso comporterà un lungo periodo ed alto grado di pazienza e quindi occorre una accurata valutazione prima di intraprenderlo. Combaciare un percorso individuale di psicoterapia con uno di terapia di coppia sarebbe altamente auspicabile per supportare la coppia a ritrovare un giusto equilibrio.

Quanto sopra suggerito permetterà ad entrambe le parti di lavorare sulla propria consapevolezza individuale e di coppia oltre che su sé stessi per scegliere se restare prigionieri della paura dell’abbandono o cercare di superarla riflettendo innanzitutto sul loro primo attaccamento ai genitori e cosa questi avrebbero potuto fare per farli sentire amati ed inclusi. Dovranno accettare che ci dovrà essere quello che spesso considereranno un faticoso e intollerabile lavoro su sé stessi e sulla coppia senza farsi prendere dal panico. Quanto suggerito richiede reciproca empatia e sincero desiderio e volontà di supportarsi a vicenda attraverso una costante comunicazione dei propri bisogni e feedback sull’impatto che l’uno ha sull’altra mantenendo lo spazio e rispetto necessario perché avvenga questa comunicazione.

Nel caso di una controparte con stile di attaccamento più sicuro tale volontà sarà molto più marcata e presente visto che questi ultimi possono comunicare facilmente il proprio stato emozionale e anteporre chiare barriere alle forme di evitamento che spesso possono finire in situazioni abusanti o dolorose.

Infine, è assolutamente necessario concordare un tempo specifico, almeno una volta a settimana, per comunicare stati d’animo, emozioni e feedback in cui supportare uno spazio salutare e di crescita della relazione da complementare con la creazione di uno spazio di condivisione di momenti intimi, erotici, divertimento, e attività ricreative per supportare una nuova riconnessione. È fondamentale negoziare quanto tempo stare assieme ogni settimana ed i reciproci bisogni cercando di comprendere che la persona evitante ha bisogno di maggiore spazio specialmente nella fase iniziale del rapporto in cui vi è una tendenza a non lasciarsi andare ed avere paura.

In tale caso la relazione si configura come uno “nuovo spazio” in cui le parti riscoprono curiosità l’uno per l’altra, si sentono libere di muoversi serenamente e di essere sé stesse e di esplorare il complesso e meraviglioso mondo dell’altro senza giudizio e aspettative. Capire le potenzialità di ciascun partner è fondamentale anche per definire se questo “nuovo spazio” può, nel medio e lungo termine, soddisfare veramente i bisogni delle parti.

Philippa Perry (2023) sostiene che “riprogrammare sé stessi può fare una grande differenza nella vita di coppia e personale tuttavia questa riprogrammazione richiede grande coraggio per affrontare questo drastico cambiamento”.  L’evitante ed ansioso dovranno davvero riaggiornare le loro prossime profezie che si autoavverano ricordandosi che di vita ne abbiamo una sola!

Supporto professionale per attaccamento e difficoltà relazionali

Se stai vivendo difficoltà relazionali legate ad attaccamento evitante, ansioso, dipendenza emotiva, paura dell’abbandono o difficoltà sessuali, il supporto psicologico professionale può aiutarti a comprendere meglio i tuoi schemi relazionali e a sviluppare connessioni emotive e fisiche più sane.

Dr. Daniele Oppioli è Psicoterapeuta, Psicologo Clinico, Sessuologo e Terapeuta di Coppia che supporta individui di qualsiasi genere e orientamento sessuale e coppie con sfide legate agli stili di attaccamento, difficoltà sessuali, dipendenza emotiva e intimità nelle relazioni. Attraverso psicoterapia individuale e di coppia e terapia sessuologica è possibile sviluppare maggiore consapevolezza relazionale, superare cicli disfunzionali e costruire relazioni più sane e soddisfacenti.

Per consulenze e supporto professionale:

Dr. Daniele Oppioli
Psicoterapeuta – Psicologo Clinico – Terapeuta di Coppia e Sessuologo

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www.counselingrimini.it

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